CULTURE MIGRANTI

2016, Sculpture

EN_

After a long and deep research about migration, I have chosen to represent one of the issue that most affects me emotionally: the "suspended" identity of the people on the move. The installation shows the faces of six groups of migrant populations, which mainly move towards Europe and Italy.
My work is based on a previous study of the somatic features of people coming from the countries I have chosen, and on a research about their traditional textiles.
Each sculpture is the result of the overlapping of the selected textiles and the faces which I shaped.
Symbolically, the traditional fabrics, which represent the culture to which people belong, is like a second skin: an identity that we can not abandon or forget. Indeed, the person who is constrained to emigrate tends to emphasize some features of his/her own tradition.
The closed eyes of my sculptures, as well as their lack of expression, show a sleeping face, as dozed off, as it was in a passive waiting for something to change its being suspended between two cultures, without belonging nor to the one neither to the other.

IT_

Dopo una lunga e approfondita ricerca sul complesso tema dell’emigrazione, ho scelto di rappresentare uno degli aspetti che più mi coinvolge emotivamente, riguardante l’identità “sospesa” delle popolazioni in movimento. Questa installazione mostra i volti di sei gruppi di popolazioni emigrate principalmente in Europa e in Italia. La ricerca che precede l’opera è in primis uno studio dei tratti somatici delle popolazioni e poi la selezione dei tessuti tradizionali, rappresentativi dei paesi in questione. Ogni scultura è il risultato della sovrapposizione dei tessuti scelti sui volti modellati. Simbolicamente il tessuto tradizionale che rappresenta la cultura di appartenenza è come una seconda pelle, un’identità che non si abbandona né si dimentica. Si può scegliere di vivere in un paese completamente diverso dal proprio ma le radici non si recidono mai, anzi, la persona che per necessità sceglie di emigrare tende a enfatizzare svariati aspetti della propria tradizione. Gli occhi chiusi e l’inespressività mostrano un volto dormiente, assopito, come in attesa passiva di qualcosa che possa mutare la difficile condizione di essere collocati tra due culture senza far parte né dell’una né dell’altra.

 

Materials: fabrics, epoxy resin, leds.

Dimension: Installation_250x160x24 (variable); single sculptures (on time order from the red on the left side)_ 38x64x19, 47x72x22, 43x70x24, 42x57x18, 45x55x19, 46x60x17

© 2018 Carolina Ciuccio