RIFLESSIONI CONVERGENTI

2017, sculpture

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The Riflessioni Convergenti (Converging Reflections) work is a two-faced mirror (front/back mirror) which is missing something: a puzzle piece. The eliminated puzzle piece represents a part of matter (and reality). Is also signifies the surface through which the beyond is found, the partial absence of which is reflected in the mirror, a void in the reflected image.

As the void also summons the concept of fullness, the two-faced mirror which is used by two people puts the two faces in relation to each other through the missing puzzle piece. A portion of each face which is reflected simultaneously will be blended with the other face, creating a hybrid. To ensure that the two faces blend in an efficient way, it will be necessary to find the correct angle and distance. Interaction as well as closely examining oneself will be required, dedicating the right amount of time for the pair to go beyond the image of oneself and the other, through the other. 

IT_

L’opera Riflessioni convergenti è uno specchio bifronte (specchiante fronte/ retro) al quale manca un pezzo, un tassello di puzzle. Questo tassello di puzzle mancante, oltre a rappresentare una porzione di materia (e di realtà) eliminata dalla sua superficie e attraverso cui è visibile quello che si trova oltre, rappresenta anche la parziale assenza di ciò che si riflette nello specchio, un vuoto nell’immagine specchiata.

Poiché il vuoto richiama anche al concetto di pieno, lo specchio bifronte, utilizzato da due persone,permette di mettere in relazione i due volti specchiati proprio attraverso il pezzo mancante, il tassello di puzzle. Specchiandosi contemporaneamente una porzione di volto dell’uno andrà a fondersi col volto dell’altro creando un ibrido. Il vuoto ritagliato nel volto dell’uno sarà completato dall’altro. Per far si che i due volti si fondano in maniera efficace, ci sarà bisogno di trovare l’inclinazione e la distanza giusta, ci sarà bisogno di interagire, di guardarsi da vicino, di dedicare il giusto tempo alla relazione per permettersi di andare oltre l’immagine di sé ed essere altro, attraverso l’altro.

 

© 2018 Carolina Ciuccio